FILM TV – RAFFAELLA E LE SUE LUNE IN FONDO AL “PONZO”

FILM TV – RAFFAELLA E LE SUE LUNE IN FONDO AL “PONZO”

Agosto 24, 2003 0 Di Raffaella Ponzo

Dopo aver sorpreso nel Corpo dell’Anima di Piscicelli, l’attrice viene colta in Fallo! Da Tinto Brass

TIMIDA DENTRO

Raffaella Ponzo e’ una delle protagoniste dei sei episodi di Fallo!, l’ultimo film di Tinto Brass.

Tra cinema, internet, timidezze e narcisismo storia di una giovane attrice che ama i grandi registi

di Raffaella Giancristofaro

LA PRIMA COSA CHE COLPISCE IN LEI E’ IL CONTRASTO TRA UNA VOCE DA BAMBINA E UN FISICO PROROMPENTE E, SI DIREBBE, D’ALTRI TEMPI: anche per questo Martin Scorsese l’ha scelta per la parte della fidanzata di Jhonny, l’amico di DiCaprio in Gangs of New York. Una dolcezza e una fisicità generosa che le hanno spalancato le porte del set di Fallo!, il nuovo film erotico in sei episodi di Tinto Brass.
Che ruolo interpreti nel film?
«Sono Katarina, una cameriera altoatesina fidanzata con un napoletano, Ciro, nell’episodio 2 cuori & 1 capanna. Vogliamo aprire un nostro albergo. Arrivano dei turisti tedeschi, Frau Bertha e Marito, che in cambio di giochi erotici mi danno mance molto generose. Ci sono due scene “forti”: una e’ quella in cui il marito di Frau Berta mi prende a sculacciate, ideata da Brass; l’altra e’ pensata da me e da Virginia Barret (Frau Bertha): mentre faccio il bagno, lei mi passa un piede sul corpo e me lo mette sulle labbra».
Sei una feticista del piede?
«Sì, e’ una passione che mi ha trasmesso Franco Saudelli, il mio compagno, disegnatore di fumetti fetish e fotografo. Mentre giravamo la scena nel bagno, Brass mi diceva «Ciucca bene l’alluce, senno’ che dice Saudelli?». Franco usa le foto come ispirazione per i suoi disegni. Ultimamente ho posato per un suo libro di foto bondage: mi diverte molto farmi fotografare da lui, legata come una porchetta di Ariccia».
Ma le tue foto di bondage non compaiono nel tuo sito ufficiale, ma in quello unofficial… Qual e’ il tuo rapporto con Internet?
«Fino al ’99 l’anno della mia tesi, non avevo il computer. Quando mi sono collegata per la prima volta a Internet, era già uscito Il Corpo dell’Anima, e o digitato il mio nome. I risultati della ricerca parlavano solo di “tette famose”, insomma le mie foto circolavano gia’. Allora ho avuto l’idea del mio sito personale, in cui poter inserire le foto che piacevano a me, ma anche farmi conoscere meglio. Spero che, diventando un po’ più pubblica la mia immagine “interiore”, le persone riescano ad andare oltre a quella della ragazza prosperosa, che vive il suo ruolo in modo naturale e puo’ non voler fare solo calendari e film erotici. Aggiorno personalmente il sito. Internet può essere pericoloso, ma piu’ che altro e’ divertente. Un giorno pubblicherò le mail dei miei ammiratori. Uno mi ha scritto “Hai un culo bello come la Grotta Azzurra di Napoli”. Non so se considerarlo un complimento, comunque…».
Cosa hai fatto prima del cinema?
«La modella per i fotoromanzi a 14 anni, poi ho posato per biancheria intima, dai 18 anni in poi. Ma ero una bambina timida, di fatto non ho parlato fino a dieci anni, a scuola sostenevo interrogazioni solo scritte. La fotografia mia ha fatto scoprire un’altra me, mi sono vista per la prima volta piu’ bella, sensuale, mentre io andavo a scuola dalle suore, leggevo Proust, suonavo il piano, studiavo i crateri lunari».
Ma prima ti sei laureata in antropologia…
«Per la mia tesi ho vissuto tre mesi in Amazzonia con gli Indios. Ho discusso una tesi sul rapporto tra metropoli e foresta in Brasile: due elementi complementari. E’ stato un modo anche per far emergere le due anime che sono in me, così come recitare. Non vedo tanta differenza tra il lavoro dell’attore e il viaggiare».
Come sei entrata nel mondo del cinema?
«Abito di fronte a Cinecittà: un giorno il custode mi ha detto che stavano scegliendo delle comparse per Artemisia, il film di Agnès Merlot in cui Valentina Cervi e’ la pittrice, e ho ottenuto un piccolo ruolo come modella di studio. Poi sono seguiti altri piccoli ruoli in Il compagno di Citto Maselli e in Fiabe Metropolitane di Egidio Eronico. Quindi c’e’ stato il Brasile. Al mio ritorno sono stata selezionata tra circa 300 ragazze come protagonista di Il Corpo dell’Anima».
Com’e’ stato il lavoro con Piscicelli?
«Ho recitato in modo molto istintuale, il personaggio aveva molte cose in comune con me, era narcisista, si divertiva ad essere guardata. Anche se io non sono così “coatta”. Ho subito un vero e proprio cambiamento estetico: ero truccatissima, vestita in maniera molto volgare. Nelle scene di nudo mi ha molto aiutato Roberto Herlitzka, un grande attore».
Poi sei tornata a lavorare con Piscicelli in Quartetto.
«Il film nasce dalla nostra frequentazione. Il mio personaggio, Irma, e’ un’antropologa attratta dall’Amazzonia, e che, come me, non ha mai conosciuto suo padre. Interpretare un ruolo così vicino a me mi ha dato una specie di ebbrezza. E poi ho sempre pensato che mio padre, che non mi conosce, può farlo solo attraverso le mie foto, quindi non con un approccio padre/figlia, ma piuttosto uomo/donna. Recitare ancora a fianco di Herlitzka, che qui interpreta mio padre e nel film precedente era stato il mio amante, ha creato un gioco curioso e interessante».
Che personaggi vorresti interpretare?
«Mi interessa crescere, trasformarmi, invecchiare, ingrassare o dimagrire per una parte. Mentre in America l’attore si trasforma in funzione del ruolo, da noi si tende a fare casting solo fisiognomici. Mi ha affascinato il personaggio di Raffaella in Baise-moi, ma anche Ada in Lezioni di Piano».
Film con una forte carica erotica…
«Non faccio differenza tra film erotici e non, ma tra film belli e brutti. Mi piacerebbe lavorare solo con grandi registi. Stare sul set di Scorsese mi ha fatto apprezzare la professionalità di Daniel Day-Lewis, in parte anche nelle pause, e l’importanza dei dettagli. Scorsese e’ molto pignolo».
I film che hanno segnato la tua vita?
«L’Amante di Jean-Jaques Annaud, La Ricotta di Pier Paolo Pisolini, alcune scene di Arancia Meccanica. Amo moltissimo Kubrick, anche se Brass dice che il suo e’ un erotismo un po’ funereo».
Conoscevi già il cinema di Brass prima di Fallo!?
«Dopo Il Corpo dell’Anima ho partecipato a Voyeur, uno dei segmenti di Cori Circuiti Erotici, un film di cortometraggi diretti da giovani registi, ma con la supervisione di Brass alla sceneggiatura, alla direzione degli attori e al montaggio. Al provino Brass mi ha chiesto: “Sono vere le tette?”. Io gli ho risposto di sì, e lui ha controllato molto professionalmente. Ho visto tutti i suoi film. Amo particolarmente il ruolo della Sandrelli in La Chiave. Anche se nel romanzo di Tanizaki il protagonista era un feticista dei piedi, particolare che Brass ha accantonato. Per Fallo! Ho contattato il suo aiuto, ha visto le mie foto e gli sono piaciuta».
Com’e’ sul set?
«Brass e’ l’unico regista che abbia visto stare dietro la macchina da presa e non vicino al monitor. Mi piace molto perché e molto professionale, totale: scrive il film, ti segue con l’occhio mentre dirige, lo monta. Credo che verrà rivalutato, e’ uno dei più bravi in Italia (non ha caso ha fatto l’aiuto di Rossellini). Penso che i suoi ultimi film siano per lui puro divertimento, anche se potrebbe farne di piu’ completi, erotici o meno. Ma in effetti li ha già fatti».
Progetti per il futuro?
«Un film in cantiere gia’ da un po’: Kinky Lizard di Graziano Misuraca. Un film fantastico: interpreto una scienziata che studia lo scimanesimo e scopre una danza che provoca un arcobaleno notturno. Un altro e’ in ballo con un importante regista italiano, ma preferisco non parlarne. Ho fatto l’attrice perché volevo creare qualcosa di eterno. E poi ho notato che molte persone fanno questo lavoro per supplire ad una mancanza che hanno avuto in famiglia, e cercano l’affetto e l’amore del pubblico. L’attore e’ come un bambino, un narciso, recitare e’ giocare facendo emergere altre identità».