DELTA DI VENERE – HONNI SOIT QUI MAL Y PENSE

DELTA DI VENERE – HONNI SOIT QUI MAL Y PENSE

Agosto 1, 2003 0 Di Raffaella Ponzo

FALLO!

Il nuovo film di Tinto Brass

Sei episodi che raccontano l’immaginario erotico femminile attraverso tradimenti e schermaglie di coppia. Una mogliettina mette su un menage a trois con un baldo africano, una aspirante star televisiva fa la gavetta concedendosi ad un dirigente, una coppia sadomaso altoatesina usa per i suoi giochi una procace cameriera, una moglie tradisce il marito troppo geloso facendo finta che si tratta solo di fantasie, una vacanza naturista si trasforma in un’iniziazione a piaceri proibiti, una maestrina in viaggio di nozze fa spiare i suoi amplessi coniugali ad un maturo voyeur.

«Parto dalle donne, i maschi sono sempre più depressi. Loro, invece, hanno acquisito una sensualità sempre più spavalda, più vitale di quella maschile. Sono più libere, più giocose». Guardi le nuove brassine e ti chiedi chi bucherà, stavolta il muro della notorietà. La bionda Sarah Cosmi, bionda sensuale nella vita (madre e imprenditrice nella realtà)? La dolcissima e prosperosa Raffaella Ponzo, locandiera nel film, e studiosa di antropologia nella vita («ho dormito nella capanne degli indios brasiliani, mangiato carne di coccodrillo»). La bruna meridionale e provocante, Angela Ferlaino? O Virginia Barrett, mezzosprano e poetessa erotica? O Federica Palmer, che ha fatto l’accademia e ama comprare mutandine? Oppure la «logorroica» (autodefinizione) Maruska Albertazzi: «Sono attrice, aiuto regista, autrice, monologhista, inviata televisiva…». Brass le regala un sorriso protettivo e sospira: «E’ un culo intellettuale». Le nuove dee del sesso, in fondo, sono ragazze normali, a volte imperfette, mai veline, magari madri, e con dure gavette alle spalle: «La sensualità – spiega il loro demiurgo – non è affidata alla forma, ma alla capacità di rappresentare un sesso gioioso e un immaginario erotico».
Certo, farà discutere il cameo dell’unico attore hard – un veterano del settore, Andrea Nobili – nei panni del presidente di una grande azienda televisiva con sede a Roma (la Rai non è citata, ma non ci vuole la laurea) che pretende favori sessuali in cambio di promozione. Ma anche qui Brass ribalta il cliché: «Non mi piace l’ipocrisia. Marilyn Monroe faceva i pompini al suo produttore e a chi le mostrava il suo scandalo rispondeva: «Sì, bella, io sono Marilyn. Ma fuori da quella porta ce n’è sempre duecento, pronte a prendere il mio posto».