AIDANEWS – RASSEGNA STAMPA – FALLO!

agosto 1, 2003 0 Di Raffaella Ponzo

Anche quest’anno vedremo un Brass scatenare i paparazzi al lido e i carabinieri a stendere una denuncia per atti osceni in luoghi pubblici?

Brass attinge da Boccaccio nel suo ultimo film “Fallo!”, che parla di sesso tra gioia, ironia e fantasticherie.

Pellicola ancora più hard delle precedenti che mira all’immaginario popolare dell’erotismo che nessuno può abolire. Una grande sorpresa in arrivo dal veneziano Tinto Brass alla 60. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

“Brioso, gioioso, ludico, giocoso, festosamente sporcaccione”. Ecco in cinque aggettivi il commento di Tinto Brass sulla sua ultima opera: “Fallo!”. Inequivocabile il tris di significati racchiuso nel titolo di questo film, in uscita nelle sale il 29 agosto, particolarmente “boccaccesco”. Il parallelismo tra il Boccaccio e la pellicola di Brass viene in mente per via dell’articolazione della struttura a episodi, ma soprattutto per la dimensione ludica e a tratti comica delle “scene di letto” raccontate.

Protagonisti di quella che vuole essere una commedia sì erotica, ma anche ironica sulle fantasie e sulle quotidiane attività sessuali di coppie di sposi, amanti e fidanzati, sei ragazzi e nove disinibite fanciulle che il regista ha scelto sia per la loro bellezza che per la loro intelligenza.

Maruska Albertazzi, Virginia Barret, Sarah Cosmi, Lyudmyla Derkack, Algela Ferlanio, Grazia Morelli, Federica Palmer, Raffaella Ponzo, Silvia Rossi, sono le muse imperfette che hanno ispirato il maestro. Sì imperfette, perché al posto delle statuarie pin up, Brass ha preferito girare con delle donne capaci di mostrare anche i propri difetti.

E’ dunque all’immaginario popolare che mira il cineasta di Venezia. Tra dialetti veneti, napoletani, romagnoli ed altoatesini, usati in molti episodi fino ai limiti della comprensione, e scene più spinte del solito, Brass si rivolge ad un pubblico ironico, capace di prendersi in giro, e gli propone la visione di un erotismo dato in pasto all’immaginazione più comune.

Lontanissimo da “La chiave” del 1983 con Stefania Sandrelli, e più sfacciato delle precedenti opere, compreso l’ultimo “Senso ’45” con Anna Galiena e Gabriel Garko, “Fallo!” si espone più che al certo “divieto ai minori” e alle solite critiche, anche alla questione su quale sia la frontiera tra cinema erotico e pornografia. Preparato all’obiezione il regista che dopo un’equazione tra erotismo e fellatio risponde: “E’ solo una questione semantica. Nei miei film c’è solo il sesso come fonte di gioia di vivere”.

Ma Brass è abituato al clima di censura che aleggia sui suoi film. Ulteriore riprova è stata data dall’assenza dei giornalisti Rai dalla presentazione della pellicola per il categorico divieto imposto dall’azienda, e il recente ricorso in Cassazione della Procura di Venezia a seguito del processo su “Fermo posta” e soprattutto dello show che il maestro ha messo su con le sue ragazze durante la Biennale del Cinema di due anni fa. A qualche giorno di distanza dalla 60. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Tinto Brass promette più di una sorpresa, nonostante la diffida della sua città e aggiunge: “Ci vado senz’altro. Non intendevo andare in modo provocatorio, ma dato che mi stuzzicano…”.

Il regista ha già altri due progetti pronti, un film in costume settecentesco per il quale vorrebbe come prima attrice Laetitia Casta, ed un altro sul cinema nel cinema, ovvero le ripercussioni delle scene recitate sul set sulla vita reale degli attori.

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